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giovedì 6 marzo 2014
GIULIETTO CHIESA: Renzi? Un uomo voluto dagli U.S.A!
Intervista di Fabio Franchini
"È tutto spettacolo". Così Giulietto Chiesa, giornalista e politico storicamente di sinistra, commenta l'operazione Renzi, spinto a Palazzo Chigi dalla mano degli States per rispondere agli interessi di Wall Street e per amicarsi Italia, preziosa pedina, nello scacchiere che vede contrapposti gli Usa alla Germania della Merkel. "Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica filoamericana. D'altronde lo ha rivelato lui stesso quando si è paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli Stati Uniti" continua Chiesa.
Dietro l'ascesa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi non c'è solo De Benedetti. Pare che una spinta importante sia arrivata anche dagli States, direttamente dalla Casa Bianca.
Io credo che Renzi sia la persona più adatta per fare una politica filoamericana. D'altronde lo ha rivelato lui stesso, senza esitazioni, quando si è paragonato a Tony Blair, che è stato un servo degli Stati Uniti: se lo vuole imitare vuol dire che ha questa intenzione. Del resto il personaggio, per come si presenta, punta molto in alto e siccome i padroni universali stanno là, dalle parti di Wall Street, immagino che voglia puntare proprio verso quella direzione. È dunque facile capire perché Obama è ben felice che Renzi sia al potere (e che possibilmente vi rimanga).
Prima c'era Letta che è sempre stato etichettato come l'uomo delle banche; a un certo punto non è più andato bene. Perché?
Enrico Letta era un uomo della vecchia guardia. Bisogna fare attenzione ai particolari: Letta, a differenza di Obama, è andato a Sochi. Queste cose, per chi ha il comando, sono molto interessanti; si misurano tra di loro con i dettagli. Letta ha fatto un errore a partecipare alle Olimpiadi invernali in Russia: ma come? Cosa ci è andato a fare? Non si devono fare queste cose... Renzi non ci sarebbe mai andato, ecco la differenza. Da queste piccole cose si possono capire le preferenze dei padroni del vapore, che un tempo erano più duttili e civili e adesso, invece, stanno diventando sempre più prepotenti, pretendendo servitori molto più fedeli.
Renzi, come uomo "scelto" dagli Stati Uniti, va collocato nel puzzle dello scontro politico economico Germania-Usa? Obama, più volte, ha criticato la linea Merkel.
Io penso che lo scontro Germania-Stati Uniti sia in corso da tempo ed entrambi i Paesi fanno i propri rispettivi interessi. Siccome la Germania è molto forte in Europa, se io fossi al posto di Obama cercherei di accerchiarla, togliendole ogni aiutante di campo, isolandola. È un'operazione, ripeto, in corso da tempo. Per esempio...
Prego.
La guerra di Libia è stato un episodio in cui i grandi alleati americani, Francia e Gran Bretagna, si sono messi in campo, mentre la Merkel non è andata in Libia a combattere al fianco degli Usa e della Nato. Il terzo protagonista europeo - di un certo peso economico e storico - è l'Italia. Conquistare pienamente l'Italia in una visione esclusivamente atlantica è una mossa che può avere un grande significato per il futuro. E io credo che a Washington stiano pensando proprio a questo.
Dunque Renzi come pedina fondamentale in questo scacchiere di rapporti di forza?Io non ho un solo documento a sostegno di questa tesi - sono cose che rimangono all'interno di colloqui segretissimi -, ma la mia impressione generale è che se Enrico Letta fosse uguale a Renzi non lo avrebbero certo cambiato; lo hanno fatto perché Renzi è molto più filo-americano.
Dovrà dare qualcosa in cambio?È al potere con tutti i vantaggi del caso. Lo scambio è: "tu stai al potere e noi facciamo quello che vogliamo fare". In questi casi non è mai questione di gratitudine: quanto dai, tanto avrai.
Qualche settimana fa il Financial Times e il Wall Street Journal hanno speso belle parole per Renzi. Ultimamente il fondo (americano) Blackstone ha acquistato partecipazioni in Versace e Intesa San Paolo e il magnate (americano) George Soros il 5% di Immobiliare grande distribuzione. È un caso?
Mi sembra che, appunto, siano tutti elementi che vadano in questa direzione. I grandi proprietari universali - come li chiama Luciano Gallino - si consultano, si parlano e si danno segnali. Ecco, questi sono tutti segnali in questo senso: maggiore simpatia e sicurezza verso un governo (meno tedesco e più americano) che dà garanzie più precise e complete.
Quello degli Stati Uniti potrebbe essere una sorta di nuovo "Piano Marshall"?
Ma qui non c'è alcuna politica di investimenti a difesa della libertà. Adesso si devono fare le privatizzazioni, a questo starà pensando il nostro premier. Si deve vendere l'Italia: questo è il progetto. I grossi pescecani della finanza aspettano proprio questo. A dire il vero, lo aveva detto anche Letta, ma siamo al discorso di prima: ci sono quelli che eseguono gli ordini senza tirare le briglie e chi - poco gradito - le tira. Semmai...
Dica.
L'unico Piano Marshall possibile in questo momento sarebbe cambiare le regole della finanza internazionale: mettere fuori legge gli off-shore, congelare per i prossimi 50 anni un'ingente massa di derivati e così via. Insomma, tutta una serie di medicine - inevitabili e inesorabili - che naturalmente modificherebbero il quadro degli equilibri finanziari a svantaggio di Wall Street, motivo per il quale non si faranno mai.
Cosa si farà invece?
All'ordine del giorno, ribadisco, ci sono le immediate privatizzazioni di quasi tutto il patrimonio industriale (e anche immobiliare e artistico-culturale) italiano: è questo che ci dobbiamo aspettare secondo la strategia dei 50 miliardi del Fiscal Compact. Gli orizzonti sono questi. Renzi è qui per eseguire i compiti che furono assegnati a Mario Monti.
È un bene o un male per l'Italia?
Se ci si riferisce alla finanza internazionale è un bene, ma se ci si riferisce alla condizione umana e materiale del popolo italiano è un male. Non può essere un fatto positivo, la gente si aspetta tutt'altro. Naturalmente molti non hanno ancora capito, perché le dinamiche mediatiche con le quali si promuovono queste operazioni convincono milioni di persone che questo sia un uomo nuovo, giovane e affascinante che mette otto donne del governo. Figuriamoci...
Il suo giudizio è dunque negativo.
È tutto uno spettacolo, e la gente, che non ne conosce le regole, ci casca. Poi piange, a danno fatto. Nell'immediato Renzi prenderà un sacco di voti, tutti dovuti alla speranza disperata della gente di cavarsela. Una volta per svelare gli altarini ci volevano 5 o 6 anni, oggi in molto meno tempo: fra un anno saremo già lì a fare i conti. L'accelerazione della crisi rende il tutto molto trasparente...
fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2014/3/5/RETROSCENA-Giulietto-Chiesa-Renzi-lo-hanno-voluto-gli-Usa-per-vendere-l-Italia/475958/
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venerdì 14 febbraio 2014
OLINDA MORO: Il golpe RCS-Napolitano Renzi? BASTA silenzio!
Un piccolo sfogo: probabilmente anche questa volta Napolitano avvierà consultazioni senza passare per il Parlamento perché in altre sedi si è già deciso quale sia il nuovo Governo. Cosa c'è dietro, questa volta? Niente di diverso in realtà, se non il fatto chel'operazione Monti e Letta ha esaurito il suo tempo e la sua produttività. Letta, in realtà, con un po' d'anticipo rispetto alle previsioni perché, a fronte di vicine elezioni europee e al netto delle deficienze comunicative, il fattore 5stelle sta facendo davvero paura.
L'operazione Renzi, il consueto zampino americano e sionista, la criminalizzazione dei 5s sono parte di un unico progetto di rinsaldamento del sistema di potere economico e finanziario italiano e internazionale, cui quei quattro ragazzotti fastidiosi ed impuntiti dei 5s stanno creando problemucci di non poco conto.
E la sinistra che fa? Delega se stessa all'estero, presa dai suoi cavilli e dalle sue misere questioni sulla referenzialità e rappresentanza ottimale, quasi noncurante della necessità di battagliare sul campo, di coinvolgere la gente sulla questione morale, sulla crisi del sistema democratico e sulla mortificazione del diritto al lavoro.
Il silenzio assordante di questa sinistra sugli avvenimenti dell'ultimo mese è imperdonabile. Come imperdonabile è non avere colto l'opportunità di sostenere quei parlamentari che sono stati mortificati e isolati dal sistema intero nonostante stessero agendo a tutela della democrazia e contro il più feroce potere massonico, lobbistico, economico e finanziario. Altrettanto imperdonabile è il mancato sostegno alla messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica.
Imperdonabile è la loro pubblica indifferenza salvo poi riconoscere, in confidenza, che sì, quei ragazzi 5s in fondo sono bravi ragazzi e fanno l'opposizione che solo il PCI seppe fare prima di loro. Pensano questo ma si vergognano di ammetterlo pubblicamente, salvo poi tifare per loro tra le quattro mura di casa.
Presi dalla loro viscerale lotta intestina, fatta d'invidia e di benpensanti, sono incapaci di avere quello scatto d'orgoglio necessario per far sì che la questione morale e sociale si ponga prepotentemente tra la gente, con la gente e per la gente. E la questione morale e sociale, per intima natura, deve essere condivisa con tutti, senza etichette e patentini, ovunque essa emerga e con la giusta coerenza ed onestà.
Il reiterato tentativo di creare dall'alto (e ora anche dall'estero) un movimento o partito di massa è sbagliato in partenza. L'unico collante possibile è la partecipazione spontanea della gente ad un movimento che, opportunamente informato e sostenuto, si muova su idee e istanze condivise e su problemi reali e contingenti.
L'esperienza di "rivoluzione civile", per quello che mi riguarda, è stato l'ultimo mio impegno in tal senso.
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