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giovedì 13 febbraio 2014

ALESSANDRO DI BATTISTA (M5S): Oltre le ideologie, per riprenderci la sovranità





Intervista a cura di: Antonello Cresti 

Personalmente, a differenza di Daria Bignardi,  non sono interessato all’albero genealogico dei politici. Mi interessa di più capire da dove provenga una vocazione politica. E non intendo tanto gli episodi giovanili di militanza attiva, quanto certe letture, frequentazioni culturali, che abbiano in qualche modo “incendiato la miccia” della passione. Cosa ci puoi raccontare in questo senso?

Di politica si è sempre parlato in famiglia. All’Università poi, attraverso una serie di attività, mi si è davvero spalancato il mondo della prassi politica, ma è vero che alla base di tutto ci sono state delle letture. Personalmente sono un lettore accanito di saggistica politica: impossibile fare una lista, ma tra gli autori che più prediligo non posso non menzionare Massimo Fini e Tiziano Terzani. Fini lo ritengo un raro esempio di giornalismo indipendente: ovviamente si può concordare o dissentire sulle cose che scrive, ma è sempre apprezzabile la sua libertà. Terzani invece è stata una ispirazione in senso assoluto. Naturalmente seguivo Beppe Grillo sin da quando faceva i suoi spettacoli comici ed ho continuato a interessarmi a lui quando è nato il blog.

A proposito di giornalismo. Si ha vita facile a dire che i professionisti di questo settore, in Italia, non sono certo un esempio di libertà e coraggio. C’è una testata che ritieni più affidabile?

Il Fatto Quotidiano, senza alcun dubbio. Ero un lettore assiduo di “Repubblica” ai tempi dell’Università e quel quotidiano è stata una delle più grandi delusioni della mia vita… Quasi come una fidanzata che ti tradisce…

Il M5S si conforma senza alcun dubbio come un movimento postideologico, sia per la provenienza molto varia dei suoi attivisti, sia per le sue basi di azione ed i suoi riferimenti culturali. Mi verrebbe però da dire, vista la latitanza del PD su certi temi, che stia a voi anche un ruolo di “supplenza” nei confronti della sinistra.  Condividi che possa esser vostro questo ruolo?

No, non sono interessato a svolgere questo ruolo. Sia per impostazione personale – per farti capire, se fosse stato possibile, a me sarebbe piaciuto tantissimo poter votare per uno come Borsellino, che è sempre stato definito “uomo di destra-, sia, soprattutto, perché ritengo destra, sinistra, le ideologie storiche come tante facce di una stessa medaglia. Credo sia necessario andare oltre senza ulteriori indugi.

Mi soffermerei a questo proposito su un episodio molto significativo come quella “Bella Ciao” intonata dai parlamentari PD al momento della approvazione – grazie alla “tagliola”- del cosiddetto “decreto Bankitalia-IMU”.  Io penso che questa sia stata la dimostrazione di come le ideologie (in questo caso l’antifascismo) vengano utilizzate solo come ipocrita cortina di fumo per mascherare le proprie malefatte e manchevolezze. Pura materia retorica a celare ben altro…

Lasciami dire che quando ho visto quella scena ho avuto i conati di vomito. Una vergogna! Io ritengo che i partigiani siano state persone straordinarie… Oggi ce ne sono rimasti pochi in vita, ma sono convinto che se  vivessimo ancora nei tempi della Resistenza i veri partigiani sarebbero scesi dalle montagne per venire a Montecitorio a combattere con noi contro questa classe politica collusa col potere della finanza e criminale. Dunque ribadirei che ideologia ora come ora non può che significare partito preso, scarsa autonomia culturale. Noi siamo differenti e casomai ci battiamo per degli ideali, che sono ancora presenti ed hanno ben altro peso. Le categorie ideologiche sono materia stantia, incapace di comunicare.

Il M5S ha raccolto, nel suo straordinario successo elettorale, un grande numero di voti provenienti dalle giovani generazioni. I giovani appaiono spesso, però, astratti dall’attività politica o comunque relegati ad una dimensione ben poco protagonistica dell’esistenza. Dalla tua visuale confermi questa visione oppure no?

Posso dire che sto assistendo ad una sempre maggiore partecipazione giovanile a tutte le iniziative del nostro movimento, a tutti i livelli. La rete, d’altronde, stimolerebbe naturalmente una partecipazione più giovanile però questo non significa che siano assenti altri spezzoni generazionali. Anzi… Per farti un esempio,  i miei stessi genitori usano l’Ipad e vivono attivamente la Rete e le sue possibilità.  Io non sono interessato alle campagne generazionali stile “rottamazione”. Posso spingermi a dire che ai giovani spetterebbe un posto di prima linea, ma nell’essenziale direi che soprattutto abbiamo bisogno di qualità. E da questo punto di vista la qualità la si può trovare a tutte le età.

Immaginiamo che il cammino del M5S non si arresti, vada avanti e che un giorno vi vedremo al governo, magari con Alessandro Di Battista diretto protagonista. Di cosa ti vorresti occupare?

Io mi interesso da sempre di politica estera. Il mio sogno sarebbe vivere in un paese sovrano, non asservito al Potere U.S.A. Una politica estere autonoma, fatta di diplomazia, non violenta, ma soprattutto forte e sovrana, lo ribadisco.  Essere alleati degli U.S.A non significa esserne così smaccatamente subalterni… Riterrei inoltre opportuno instaurare forme di collaborazione con paesi dalle caratteristiche simili al nostro (paesi del Sud Europa, ma non solo)

A questo punto è d’obbligo ricordare quale sarà la vostra posizione in vista delle imminenti elezioni europee. Il panorama si fa ogni giorno più sfaccettato: la Lega sembra avere la posizione più dichiaratamente anti-Euro, mentre la nascente Lista Tsipras sembra muoversi nella direzione di una riforma della istituzione europea. Personalmente ritengo che sia vitale interrogarsi sull’uscita dall’Euro, senza immaginare questa posizione come un tabù assoluto.  E credo soprattutto che debbano esser radicalmente contestate le politiche eurocratiche di questi anni.


Le Lega mi sembra che stia portando avanti posizioni puramente propagandistiche, dopo che per lunghi anni ha supinamente accettato ogni decisione proveniente dalla U.E. Folklore politico e poco più. La nostra vuole essere una battaglia soprattutto di informazione: se oggi chiedessimo ai cittadini la loro opinione in merito alla moneta unica in pochissimi avrebbero una idea chiara. E certo non per colpa loro… Ecco allora che il Referendum che noi richiediamo oltre che uno strumento di decisione sarebbe un mezzo per creare un dibattito consapevole. Sapere e conoscere è decisivo per poter prendere una decisione. Detto questo ogni iniziativa umana può e deve esser messa in discussione, quindi a maggior ragione anche l’Euro…

7 commenti:

  1. Una intervista inginocchiata. Complimenti!

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    1. Quando l'opinione di chi scrive
      è ben esplicitata dai "secondo me" e da un tono più che voluto si chiama onestà e diritto d'opinione. Più o meno condivisibili. Ma continua purea leggerti gli articoli con quei bei costrutti ambigui che fanno sembrare tutto ambiguo e sereno come fossimo a Paperopoli. Saluti da una che manco è grillina ma a volta è tantata vedendo quanto glie rode er culo a certe persone.

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  2. Una domandina sull'ideologia gender si poteva pure fare, viste le posizioni oltranziste del m5s (in parlamento) in materia

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  3. Grande Cresti, credo che sia meglio mandargli una cartolina dalla Siberia, sotto veste di cartolina Australiana, e farlo partire per i lavori forzati.Non si può essere così superficiali con la storia, si ha tutto il dovere di guardare avanti, ma non così. Frank

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  4. Mah, io sono sempre stato di sinistra e ho un'allergia immediata verso gli urlatori, anche perchè c'è sempre qualcuno che urla più forte, prima c'era la buonanima, poi Bossi, poi Berlusconi, poi Di Pietro, ora Grillo, tutta gente di destra. Per quanto riguarda Napolitano, lui non può fare votare se il parlamento ha la maggioranza per eleggere un governo, quello sarebbe un golpe. La costituzione è questa, che ci piaccia o no

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  5. L'anonimo mi sembra abbia qualche problema con i complementi di moto a luogo e moto da luogo...

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