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domenica 30 marzo 2014

ANTONIO REZZA: L'impegno sociale fa schifo!



INTERVISTA A CURA DI: ANTONELLO CRESTI

- Quando ha debuttato il tuo precedente spettacolo “7-14-21-28”, hai detto che saresti stato disponibile a scrivere tu un testo da affidare ai critici di professione, e si sarebbe trattato di una lunga sequenza numerica. Che cosa si dovrebbe scrivere questa volta di “Fratto_X”?
REZZA: Si, ricordo bene di aver detto questa cosa, ma nel frattempo i critici mi hanno talmente offeso non raccogliendo il mio invito da rassegnarmi a concedere libertà di stampa ed espressione, anche se questo mi repelle…

- Osservando il corpus dei vostri spettacoli si nota che gli ambienti o “habitat” che Antonio invade con la sua presenza mostrano una coerenza invidiabile negli anni, fatta risaltare forse, proprio da quegli elementi di unicità e singolarità che volta volta emergono, dando la cifra della singola performance
MASTRELLA: Il processo creativo è senza dubbio sempre differente: se per “Fotofinish” l’intento era di realizzare delle sculture aeree, una sorta di scrittura per oggetti, in “Bahamut” e “7-14-21-28” invece il lavoro è stato sui giocattoli. Per questo “Fratto_X” tutto è nato da uno studio sui fasci di luce, con una preparazione molto lunga, circa due anni. Solo una volta raggiunto un primo risultato “fruibile” si inserisce Antonio con i suoi stralci di realtà, laddove io offro invece degli stralci di visione…

- In ogni vostra performance il riferimento alla realtà è in effetti sempre presente, seppur alienato quanto si vuole. Riuscireste a individuare un tema di questo “Fratto_X”?
REZZA: Il tema è sempre quello della manipolazione, del condizionamento, della perdita di identità.
MASTRELLA: Soprattutto il condizionamento, a nostro avviso responsabile massimo della deriva di ignoranza che sta trascinando nel baratro questo paese.

- Anche se il vostro teatro ha uno scopo, ha per così dire un “messaggio”(anche se il termine è quantomeno improprio…), non potremmo però certamente parlare di impegno sociale riguardo al vostro lavoro…
REZZA: Il nostro schifo infatti semmai è proprio rivolto all’impegno civile attraverso l’Arte. Un controsenso poiché l’impegno pagato non dovrebbe sussistere. A noi non interessa il malessere di per sé, ma semmai sbattere in faccia allo spettatore il nostro malessere!
MASTRELLA: Comunque l’idea che sia possibile fare ciò che noi facciamo potrebbe anche fornire una spinta positiva. Non è vero che non esistono più cose da inventare!
REZZA: Bisogna sempre essere innovativi e dirompenti. L’Arte può vincere ancora!

- In questa ricerca di libertà priva di condizionamenti che ruolo ha la nudità, presente più o meno in ogni vostro spettacolo teatrale? E’ sempre in piedi il vostro progetto di girare un film porno, sia pur sui generis?
REZZA: Il film porno temo oramai sarà impossibile farlo. Per “Fratto_X” ci era venuto in mente di creare una serata speciale in cui tutto il pubblico avrebbe dovuto assistere allo spettacolo nudo, ma anche questo non è stato consentito… Peccato, perché davvero da parte nostra non c’è nessuna malizia e riteniamo tutto questo solo un bel gioco da fare assieme al pubblico!

-In un momento di “Fratto_X” che ho trovato particolarmente geniale, in quel vostro tipico equilibrio spericolato tra massimamente infantile ed altissimo, il fumetto di “Barbapapà” emerge come figura di raffronto col Cristo. Abbiamo forse trovato una nuova figura spirituale cui aggrapparsi in questi tempi di crisi?
REZZA: In questa crisi, che è estetica più che economica, Barbapapà può fare ben poco, come tutto il resto… E’ una idea che è venuta così, guardandosi allo specchio! Però in effetti, l’idea di mettere in contrapposizione questo fumetto che canta “Vieni con noi” con il “Venite a me” del supposto Redentore non è male e noi ci riconosciamo certamente con Barbapapà, perché accogliamo il singolo individuo, siamo selettivi, e non ci interessa solo fare numero…

-E’ l’Italia di Sanremo, delle elezioni, del Caos. Ancora una volta. C’è qualche speranza?
REZZA: Io non sono interessato a queste manifestazioni. Soprattutto riguardo a Sanremo mi sembra singolare che si parli solo della netta minoranza che segue questo programma… E’ una operazione ancora più grottesca delle elezioni; qui infatti conta la minoranza che perde! Io comunque non voto e continuo a non sperare, senza per questo farne un vanto di coerenza!

fonte. ALTRI - 12/03/2013


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