Follow by Email

Google+ Followers

venerdì 3 gennaio 2014

ENRICO GALMOZZI: Classe e differenza contro l'universalismo della globalizzazione





In un recente scritto Carlo Formenti ha argomentato su come anche all'interno della 
cultura dei movimenti e delle sinistre radicali abbia fatto breccia una sorta di 
“sfondamento” del fronte ideologico anticapitalista il cui epicentro è stata la 
rinuncia a descrivere il conflitto sociale in termini di lotta di classe. 
Formenti muove due critiche fondamentali alla sinistra radicale fino ai post 
operaisti. 1) i “nuovi movimenti” che, dall’inizio degli anni Ottanta, hanno 
progressivamente spostato l’asse dei conflitti sociali verso le contraddizioni 
di genere, le tematiche ambientali e la lotta per l’estensione dei diritti 
individuali nel quadro della “democrazia reale” (con estrema approssimazione, si 
potrebbe parlare di uno slittamento dalla lotta per l‘uguaglianza socioeconomica 
alla lotta per il riconoscimento delle differenze culturali); 2) la lunga deriva 
del pensiero post-operaista, a sua volta in progressivo allontanamento dal 
concetto di classe.A 
questi due elementi io ne aggiungerei modestamente un terzo e cioè che la 
sinistra radicale ha finito per assumere la globalizzazione come orizzonte non 
reversibile. Eppure il movimento del '77 aveva anticipato un rigoroso 
anti-cosmopolitismo e fatto della "differenza" un concetto fondante. Nel 1977 
esce un testo fondamentale, The Anarchical Society, di Hedley Bull, nel quale 
come ricorda Danilo Zolo, uno che su queste cose ha lavorato, si sostiene che 
ogni civiltà è un mondo a sé stante, con un proprio linguaggio, un proprio 
simbolismo, una propria concezione della storia e dei valori, una propria 
evoluzione e un proprio destino. Bene, una delle poche che alla cultura di 
destra sono riuscite di fare è stato quello di far concepire alla sinistra il 
soggettivismo e l'identitarismo come concetti estranei e come pericolosi 
processi di contaminazione. Come se il multiculturalismo, per dirne una, non sia 
da intendere come incontro/scambio/comunicazione di identità e particolarità 
"differenti" ma ugualmente costituite, invece che una sorta di orrida 
ibridazione da supermarket.

Nessun commento:

Posta un commento